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Drappo maschile 2026

Alida Spiranec Sestan

Alida Spiranec è un’artista visiva, trevigiana di adozione (nata a Fiume/Rijeka in Croazia). Fa parte dell’associazione artistica Grecale e dell’associazione Arteficiolinea-Pennelli divini.

Sono molto felice e onorata di aver potuto creare questo drappo anche perché mi ha trascinato il grande entusiasmo e coinvolgimento dei cittadini. Montebelluna nasce da un colle e da una pianura, da un mercato antico che nel tempo si trasforma, cambia luogo, ma non perde mai la sua anima: quella dell’incontro umano.

Quando ho iniziato a pensare a questo drappo, ho sentito il desiderio di andare oltre la cronaca storica, oltre l’immagine celebrativa. Ho voluto ascoltare ciò che questa terra custodisce più profondamente. Così, seguendo le tracce della storia, sono arrivata molto lontano. Prima dei Romani e della dea Bellona, fino alle popolazioni paleovenete dell’Alto Adriatico. Ed è lì che ho incontrato Reitia. Una dea antichissima. Una dea sovrana della natura selvaggia, della guarigione, del destino e della conoscenza. Una figura femminile potentissima, venerata nei territori di Este, Padova, Altino e Montebelluna, tanto da lasciare testimonianze archeologiche che ancora oggi raccontano la centralità del suo culto. Reitia era chiamata anche “dea clavigera”: la portatrice della chiave. La chiave che apre e chiude i cicli della vita.

Nel mio lavoro artistico la figura femminile è spesso il luogo simbolico in cui essere umano e natura si incontrano. Per questo ho scelto che fosse proprio Reitia la protagonista del drappo. Dietro il suo capo appare la ruota del Palio, trasformata in aureola: simbolo insieme sacro e popolare, memoria del movimento, del ciclo, della comunità che si rinnova ogni anno. All’altezza del cuore ho voluto dipingere la chiesa del Mercato Vecchio, luogo profondamente amato dai montebellunesi e custodito nella loro memoria.

Sulla fronte della dea compare un frammento di iscrizione votiva dedicata a Reitia, come traccia viva di una spiritualità antica che ancora attraversa questa terra. Infine, il cesto di frutta che porta tra le mani diventa simbolo del mercato, dell’abbondanza, dei frutti della natura e del lavoro umano. E forse proprio Reitia, antica custode delle soglie, ci ricorda ancora oggi che ogni comunità vive davvero solo quando sa custodire la propria memoria e, allo stesso tempo, aprire nuove porte verso il futuro.

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