DRAPPO

In primo piano una ruota accostata ad una figura umana, in secondo piano un arco in pietra, più in fondo il borgo di Mercato Vecchio e in lontananza le colline.

FOTO

Quadro simbolico realizzato con tecnica grafica mista: china, acrilico, sanguigna e terre, in monocromia seppia cha sa di vissuto, di antico.
La ruota, dopo il fuoco, è tra le più importanti scoperte dell’uomo. Gli permette di spostare gli oggetti con meno fatica e più velocemente o creare macchine complicatissime. Ma la ruota non è solo l’inizio dell’evoluzione tecnologica dell’umanità, la ruota proprio per la sua forma è anche simbolo: la ruota gira come gira il mondo, la fortuna; ha rappresentato la luna (quando la ruota alle origini era piena) e il sole (nella sua evoluzione a raggiera); ecco quindi che assume il significato della creazione, del divenire, del viaggio ciclico dei pianeti e della natura, lo stesso che accompagna il viaggio dell’uomo verso mete sempre più ambite, verso traguardi sempre più difficili.

L’atleta è qui rappresentato a dorso nudo, con un corpo scultoreo dalla muscolatura possente, ma in uno stato contemplativo, riflessivo verso la competizione che sta per intraprendere, come a voler penetrare la fatica che lo attende o quale strategia gli sarebbe più congeniale per la prova che ha davanti.
Quasi di fronte a se vediamo l’arco; non è un arco di trionfo però, è una porta a forma di arco; è un passaggio o forse l’arrivo sotto il quale transitare non come vincitore – non necessariamente almeno – ma come concorrente, un fine dove arrivare, assieme ad altri emuli; uno stimolo per mettersi in gioco, perché nella vita l’importante è esserci, partecipare, tentare, non vincere.
Ed infine, con sullo sfondo le colline e le prealpi, ecco il borgo del “vecchio mercato” situato sulla rocca che sovrasta Montebelluna, dove fin dall’anno mille D.C. i mercanti, i contadini, gli artigiani accedevano per scambiare merci e prodotti trasportati su da carri trainati a mano. Il Mercato Vecchio, con la sua Piazza Colonna e la chiesa di San Biagio, è stata l’anima e lo spirito del mercato di Montebelluna; nel drappo lo vediamo situato più in basso dell’uomo in primo piano, viene osservato dall’alto: a significare che nonostante le complessità, la fatica e le avversità, l’intelligenza e la forza dell’uomo saranno in grado di domare anche la forza di gravità e raggiungere vette anche più alte di lui.


TEMPI

ORDINE PARTENZA 1°IN.T. 2°IN.T. TEMPO
Mercato Vecchio 1’16″49 [06°] 5’10″56 [06°] 9’55″95 [05°]
Posmon 1’18″07 [08°] 4’50″76 [01°] 9’33″99 [03°]
Guarda 1’15″87 [04°] 5’08″64 [05°] 10’27″18 [11°]
Caonada 1’11″62 [01°] 5’15″24 [10°] 10’20″94 [09°]
Contea 1’22″23 [11°] 5’26″41 [11°] 10’20″29 [08°]
Centro 1’12″65 [03°] 4’53″52 [02°] 9’19″50 [01°]
Busta 1’17″58 [07°] 5’12″17 [08°] 10’01″27 [06°]
Sant’Andrea 1’22″04 [10°] 5’11″29 [07°] 10’26″20 [10°]
Biadene 1’12″56 [02°] 4’57″15 [04°] 9’53″60 [04°]
San Gaetano 1’16″06 [05°] 5’14″15 [09°] 10’12″86 [07°]
Pederiva 1’19″41 [09°] 4’54″51 [03°] 9’21″65 [02°]