Nei primi decenni del 1900 la realtà era difficile. Con tanta fatica e molto impegno si riusciva a mettere insieme, onestamente, il pranzo con la cena.
Nella comunità c’era anche chi, s’arrangiava e per campare trafugava qua e la le cose altrui.
C’era la “MENA”, padrona di un piccolo pollaio, che curava con passione per avere le uova e la carne. A qualche giovanotto, mentre cercava di far colpo su un gruppo di belle ragazze che tornavano da “vesparo”, sottraevano la bicicletta, indispensabile per tutta la famiglia.
Lo specialista in questo era il “MILIO”, che non risparmiava neanche gli abitudinari della messa e del mercato. Anche la “NINA” era lesta nel far sparire la “LISSIA”, ancora nel “MASTEL co a SENERE”, o già disposta sul “CAVAET”, intanto che a “TOGNA” andava col “BIGOL” a prendere l’acqua alla Brentella.
Altre cose, ambite e qua e la sottratte ai legittimi proprietari, erano: la legna, faticosa da raccogliere, molto meglio prenderla dal “FASINER” del povero “TONY”, i salami, risultato di tanti mesi di cure attente per far crescere un bel maiale, svanivano nel giro di una notte per mano di qualche ladruncolo. C’erano poi i stagionali, che facevano incetta di frutta e verdura, qualcuno veniva acciuffato, portato in prigione e poi rimesso in libertà e tutto tornava come prima.
C’era sempre la consolazione di un buon bicchiere di vino, a volte anche di più.
Pure l’”IMBRIAGO”, un po’ rompiscatole, si aggiungeva a tutto il resto. Si tirava avanti così, alla meno peggio, sperando in un domani migliore.
“SARA’ OGGI IL DOMANI MIGLIORE”??????